Elezioni Regionali – Presentata a Soverato la lista “L’Altra Calabria”

foto_altra calabria_mimmo commissoSabato 8 novembre pomeriggio all’interno della sala consiliare del comune di Soverato si è tenuta, in vista delle prossime Elezioni Regionali del 23 novembre, la presentazione della lista “L’Altra Calabria” con relativa piattaforma politico-programmatica e candidati. All’incontro hanno preso la parola Eleonora Forenza (parlamentare europeo de “L’Altra Europa con Tsipras”), il candidato alla presidenza della Regione Calabria Domenico Gattuso (docente universitario ed attivista politico), i candidati al consiglio regionale prof.  Nicola Perrotti,  Raffaella Raffaelli e Domenico (detto Marcello) Commisso, espressione del territorio del soveratase e referente del coordinamento politico zonale “Basso Ionio Catanzarese”. La discussione è stata moderata dalla giornalista Sonia Rocca ed ha visto la presenza e partecipazione di tantissimi cittadini provenienti dai paesi del comprensorio. Nel suo intervento Mimmo Commisso, nel presentarsi ha subito dichiarato di sentirsi politicamente come una delle migliaia di formiche che lavora quotidianamente, in silenzio, lontano dai riflettori e lontano dalle logiche partitocratiche e di potere che hanno segnato il fallimento della Calabria in questi ultimi anni. Un lavoro di cittadinanza e politica attiva fatta nel territorio che spesso e volentieri è utile a riparare i danni fatti proprio dai mestieranti della politica. “La mia – esordisce Commisso nel suo intervento – è una candidatura che nasce dal basso, tra le persone comuni ed è a loro che mi voglio rivolgere, non ho nulla da promettere se non il mio impegno, la mia passione la mia coerenza. Ho contribuito insieme ad altre persone a fondare un coordinamento politico zonale, sociale e culturale, che a partire dall’esperienza de “L’Altra Europa con Tsipras”, potesse lavorare in modo sinergico per dar voce ai tanti problemi e bisogni del Basso Ionio Catanzarese, aperto a chiunque voglia essere protagonista di un nuovo meridionalismo attivo, consapevole e orgoglioso del proprio passato, ma proiettato nel futuro. Un coordinamento politico di prospettiva ed alternativa, verso una sinistra sociale radicata nei territori e tra la gente, una sorta di albero dalle forti radici in grado di resistere a tutte le mode e le intemperie”.

Mimmo Commisso, conosciuto nel soveratese come “Marcello”, ha poi passato in rassegna le motivazioni che lo hanno spinto a candidarsi: “Il nostro obiettivo – dichiara senza mezzi termini – è quello di  dare voce al nostro territorio, ormai in pieno stato di abbandono, tagliato fuori da tutti i percorsi politici e decisionali, svuotato dei servizi essenziali e che rischia di perdere una dopo l’altra ospedali, stazioni ferroviarie, scuole. Il gruppo vuole  farsi promotore di progetti e iniziative per la valorizzazione delle risorse ambientali, culturali, storiche, paesaggistiche, turistiche del Comprensorio del Basso Jonio Catanzarese. Iniziative finalizzate a fornire principalmente maggiori opportunità di lavoro per tutti, secondo le vere priorità e vocazioni territoriali”.

Perche  e cos’è L’Altra Calabria? Non siamo una lista municipale, c’è un filo rosso che unisce Emilia Romagna e Calabria. Ed è quello dei valori, delle idee, delle azioni che sono di sinistra e che insieme  stiamo mettendo in campo con lo spirito della positiva esperienza de L’Altra Europa con Tsipras premiata dal voto alle scorse elezioni europee.

L’Altra Calabria – sostengono a gran voce tutti i candidati intervenuti e il candidato alla presidenza Domenico Gattuso – è un progetto politico di prospettiva, che attraverso un profondo radicamento, ambisce a creare un soggetto forte e unito di forze di sinistra,  lontano dalle logiche trasversalistiche e a geometrie variabili delle vecchie formazioni politiche esistenti sul panorama regionale e che, in questi ultimi 10/15 anni, hanno segnato il totale fallimento delle loro azioni politiche portando la Calabria nelle zone basse di ogni classifica nazionale ed internazionale (ormai ultima regione d’Europa). Grazie allo sforzo di tutti, continuando anche senza SEL (che ha fatto per noi una scelta politica-elettorale illogica ed incoerente) sul tracciato positivo dell’Altra Europa, è stato capace di costruire in poco tempo una lista di sinistra con candidature territoriali nate dal basso e quindi con donne (40%) e uomini che si impegnano a rappresentare nel miglior dei modi le vere istanze del nostro comprensorio e della Calabria,  dalle battaglie sul lavoro a quelle sul fronte politico locale a difesa e salvaguardia dei beni comuni, dei diritti dei cittadini ed accanto alle fasce sociali deboli in modo radicalmente alternativo ad altre forze progressiste ormai pervase dal liberismo.

 “Vogliamo chiamare a raccolta – dichiara in un suo passaggio Mimmo Commisso – le forze sane della società calabrese, provando a rimettere seriamente in gioco una Politica nuova, con forze positive e propositive per costruire una valida alternativa allo scempio politico regionale attuale.

Esiste una Calabria diversa, che non si arrende, e non vuole sottostare alle logiche dell’inciucio, delle larghe intese, degli apparati criminali e mafiosi che continuano ad imperversare a danno delle nostre comunità. E’ a questa Calabria che vogliamo dare voce.   Siamo contro il neo liberismo e siamo convinti che il settore pubblico, ben amministrato, possa essere efficiente e funzionale.

L’annunciato rinnovamento di cui tutti si fanno gran vanto, nella maggioranza dei casi, oggettivamente non c’è stato. Ci sono tanti globe-trotters del trasformismo e mercanti del voto, dove anche le facce nuove o le donne inserite negli elenchi vengono offuscate dai soliti noti, rischiando di fare solo i portatori d’acqua per consentire alle liste di superare il quorum.   Per non parlare poi delle “sante alleanze” fatte da un fronte all’altro: secondo il cinghiale ferito, azionista di maggioranza della neo coalizione alternativa popolare, le loro liste sono  animate da un idea di governo alternativa alla logica del bipolarismo e dice che  nel centrosinistra c’è una conflittualità eccessiva e una radicalità da parte di alcuni settori che non può portare benefici alle esigenze della regione. Tradotto significa che  entreranno a far parte della maggioranza con Oliverio, chiaramente perché sono responsabili (alla Scilipoti) mettendo ai margini  i litigiosi della sinistra qualora ve ne fossero, per cui il povero Giannetto Speranza quand’anche fosse eletto in una coalizione del genere avrebbe pochissimo spazio o margine di reale manovra politica. Per non parlare poi dei gravi problemi che stanno affliggendo la nostra Calabria, proprio dopo anni di gestioni politiche da sfacelo economico e sociale. La presenza delle mafie nei gangli vitali delle istituzioni e della società è un male da estirpare perché non solo non permette la crescita dal punto di vista economico ma tarpa le hai ai nostri giovani, fonti inesauribile di impegno, coraggio, idee e professionalità”.

“La nostra Regione ha debito pubblico pauroso. Sulla base di una norma dell’ottobre 2012, la Corte dei Conti da quest’anno può esercitare il potere di verificare e certificare lo stato dell’arte delle casse dei vari Enti. La Calabria, si segnala in un recentissimo documento della magistratura contabile, esistono debiti fuori bilancio che nel’esercizio 2013 ammontano a 2,3 milioni ed ai quali vanno aggiunti 24,5 da riconoscere già pagati ma senza copertura e dei quali 11 Milioni riguardano la scellerata e disastrosa gestione dei rifiuti. Per la nostra Regione si parla di scenario grottesco, di un grave squilibrio. Una situazione che influisce pesantemente sugli equilibri finanziari quindi e sul futuro della stessa Calabria. Nel giudizio della Corte dei Conti, inoltre, la Calabria non solo non è in grado di garantire in termini di cassa il rispetto dei vincoli tra entrate e spese, ma non conosce le proprie disponibilità di cassa vincolata dell’anno, nè quelle per le quali servirebbe la ricostituzione. In poche parole solo per il 2013 che è stato l’unico anno verificato si è riscontrato un debito di 27 milioni di euro. Da qui una disoccupazione allarmante – con nuove ondata di emigrazione giovanile qualificata, con un trend pericoloso verso il rischio desertificazione – nonostante i milioni di euro dei Fondi Strutturali spesi, probabilmente non ben pianificati e programmati negli anni (Fondi Strutturali sotto-utilizzati, a volti persi, bloccati, senza pianificazioni di prospettiva e secondo obiettivi concreti). La lista L’Altra Calabria propone come soluzione, poi, la gestione pubblica e partecipata del sistema degli acquedotti e delle acque, bene comune fondamentale,  e della raccolta e smaltimento dei rifiuti secondo il modello Rifiuti Zero e quindi con una raccolta differenziata spinta porta a porta, una filiera corta che punti alla riduzione, riciclaggio, riuso. Non servono altri 35 nuovi termo-valorizzarori o discariche in Italia, come prevede il decreto Sblocca Italia (altro obbrobrio governativo) o concessioni pericoloso per trivellare il mar Ionio. Serve invece investire soldi pubblici, con una nuova politica di investimenti pubblici di carattere nazionale regionale, per la tutele e salvaguardia dei territori contro il dissesto idrogeologico e contro ogni forma di inquinamento (serve subito avviare bonifica delle aree che da anni aspettando questo tipo di interventi). Serve tutelare e garantire i diritti dei cittadini con servizi pubblici efficienti come ad esempio quelli socio-sanitari. La sanità in Calabria, che interessa paradossalmente l’80% del bilancio regionale, è in stato comatoso ed è sempre stata sfruttata dai mestieranti della politica come fabbriche  del consenso dando ingenti somme anche a strutture private. La Calabria deve puntare ad un sistema di trasporti sostenibile con il potenziamento della linea ferrata ionica e con collegamenti a pettini dalle marine all’entroterra. Serve un nuovo Piano Regionale dei Trasporti verso un servizio pubblico efficiente che sappia rispondere ai bisogni della gente. Non servono grandi opere, costose inutili e dannose, ma opere di messa in sicurezza del territorio o di ammodernamento e messa in sicurezza della statale 106 (riconosciuta ancora, come dimostrano le ultime statistiche ACI, la strada più pericolosa d’Italia)”. In tal senso, proprio in conclusione, l’europarlamentare Eleonora Forenza ha preso impegni precisi per farsi portavoce nel Parlamento Europeo e nelle Commissioni Preposte, assieme ai colleghi Barbara Spinelli e Curzio Maltese, affinchè si trovino soluzioni a breve e medio termine.

 

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