Intervista al dott. Defilippo sulla prevenzione dell’influenza

dott. Vincenzo Defilippo

dott. Vincenzo Defilippo

Sono tante (138), diffuse sul territorio della provincia di Catanzaro; hanno orari di apertura flessibili e sono in media più vicine, più facilmente accessibili e con tempi d’attesa più brevi rispetto a ospedali, guardie mediche e studi specialisti. Sono le farmacie, l’ultimo avamposto della salute. Per tanti – (categorie protette), anziani, badanti, ed extracomunitari –  il primo e il più diretto contatto con l’universo della medicina. Un presidio gratuito e dietro l’angolo destinato, con l’entrata in vigore del decreto legislativo  3 ottobre 2009, n. 153 sui nuovi servizi socio-sanitari, a rafforzare ancora il suo ruolo di apripista.

A dimostrazione della vicinanza ai pazienti anche nell’informazione, le farmacie in questi giorni sono già attive nel notiziare sulla nuova influenza stagionale.

 A seguito abbiamo realizzato un’intervista al presidente di Federfarma Catanzaro,  Vincenzo Defilippo.

D cosa è l’influenza? E la vaccinazione è efficace?

R L’influenza è una malattia provocata da virus (del genere Orthomixovirus) che infettano le vie aeree (naso, gola, polmoni). È molto contagiosa, perché si trasmette facilmente attraverso goccioline di muco e di saliva, anche semplicemente parlando vicino a un’altra persona. I sintomi che all’inizio la caratterizzano possono essere molto variabili, dal semplice raffreddore al mal di testa, dall’infiammazione della gola alla bronchite, ai dolori osteo-articolari. Nei bambini si osservano più frequentemente vomito e diarrea, negli anziani debolezza e stato confusionale.

L’influenza costituisce un importante problema di Sanità Pubblica a causa della ubiquità, contagiosità, e variabilità antigenica dei virus influenzali, dell’esistenza di serbatoi animali e delle possibili gravi complicanze. Frequente motivo di consultazione medica e di ricovero ospedaliero, e principale causa di assenza dal lavoro e da scuola, l’influenza è ancora oggi la terza causa di morte in Italia per patologia infettiva, preceduta solo da AIDS e tubercolosi.

A ciò va aggiunto che i sintomi dell’influenza sono simili a quelli di molte altre malattie; pertanto termine “influenza” viene spesso impropriamente attribuito ad affezioni delle prime vie aeree, di natura sia batterica che virale; ciò porta a due risultati contrastanti: da una parte viene minimizzato il ruolo dell’influenza come causa di morbosità e mortalità e, dall’altra, il trattamento e l’ospedalizzazione di soggetti con malattie simili all’influenza portano ad aumento dei costi assistenziali e dei ricoveri impropri.

La vaccinazione antinfluenzale rappresenta il mezzo più efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze.

D Cosa si deve fare per  ridurre il rischio  di prendere l’influenza?

R La trasmissione interumana del virus dell’influenza si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche per via indiretta attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie.

Per questo, una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie può giocare un ruolo nel limitare la diffusione dell’influenza. Recentemente il CDC Europeo ha valutato le evidenze sulle misure di protezione personali (non-farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza, ed ha raccomandato le seguenti azioni:

  • Lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici);
  • Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani);
  • Isolamento volontario a casa di delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale;
  • Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologie influenzali , quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali).

 Quindi un gesto semplice, ed economico, come il lavarsi spesso le mani, in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito, costituisce un rimedio utile per ridurre la diffusione dei virus influenzali, così come di altri agenti infettivi.  Sebbene tale gesto sia sottovalutato, esso rappresenta sicuramente l’intervento preventivo di prima scelta, ed è pratica riconosciuta, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra le più efficaci per il controllo della diffusione delle infezioni anche negli ospedali.

D A chi è consigliato il vaccino antinfluenzale?

R Il vaccino antinfluenzale è indicato per la protezione di tutti i soggetti che non abbiano specifiche controindicazioni alla sua somministrazione e in particolare:

  1. soggetti con età  superiore a 65 anni;
  2. Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni con malattie croniche come:
  • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio
  • malattie dell’apparato cardio-circolatorio,
  • diabete mellito e altre malattie metaboliche
  • malattie renali con insufficienza renale
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
  • tumori
  • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale
  • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
  • patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)

Il vaccino è importante anche per :

  • Medici e personale sanitario di assistenza.
  • Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio  soprattutto quando i soggetti ad alto rischio non possono essere vaccinati a causa dell’esistenza di vere controindicazioni alla vaccinazione.
  • Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo
  • Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti

 D Quando bisogna vaccinarsi?

R Il periodo indicato per la vaccinazione va da ottobre a dicembre. Considerando che la protezione si sviluppa dopo due settimane dall’iniezione e si mantiene per circa sei mesi e che la massima circolazione dei virus influenzali è prevista nei mesi di gennaio e febbraio, il momento migliore per farsi vaccinare va dai primi di novembre a dicembre inoltrato.

D Ci sono controindicazioni al vaccino?

R La somministrazione del vaccino antinfluenzale è controindicata per:

  • Lattanti al di sotto dei sei mesi (per mancanza di studi clinici controllati che dimostrino l’innoquità del vaccino in tali fascie d’età).
  • Soggetti che abbiano manifestato reazioni di tipo anafilattico ad una precedente vaccinazione o ad uno dei suoi componenti.
  • Una malattia acuta di media o grave entità, con o senza febbre, costituisce una controindicazione temporanea alla vaccinazione, che va rimandata a guarigione avvenuta.

D effetti indesiderati del vaccino?

R La somministrazione del vaccino antinfluenzale può a volte dar luogo ad effetti indesiderati  come reazioni locali con  dolore, eritema, gonfiore nel sito di iniezione cioè nella parte superiore del braccio (muscolo deltoide) negli adulti e nel muscolo antero-laterale della coscia nei bambini. Le reazioni sistemiche comuni includono malessere generale, febbre, mialgie, con esordio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione e della durata di 1 o 2 giorni. Vengono raramente segnalate anche reazioni allergiche.

D E’ pericoloso somministrare il vaccino simultaneamente a altri vaccini?

R Il vaccino antinfluenzale non interferisce con la risposta immune ad altri vaccini inattivati o vivi attenuati.
e quindi è possibile iniettare  il vaccino antinfluenzale contemporaneamente ad altri vaccini, in sedi corporee e con siringhe diverse.

Negli adulti ad alto rischio di complicazioni e negli anziani, la vaccinazione antinfluenzale è l’occasione opportuna per somministrare contemporaneamente altri vaccini, quali l’antipneumococcico, per prevenire le complicanze dell’influenza o di altre infezioni virali dell’apparato respiratorio, e l’antitetanico, per prevenire i rischi di tale infezione.

Il vaccino è una protezione importante e anche per quanto riguarda l’influenza, così come per gli altri vaccini, le farmacie sono sempre a disposizione per dare ai cittadini, insieme ai medici, tutte le informazioni necessarie.

 

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