Scoperte a Tiriolo

Capitello rinvenuto durante scavi archeologici a Tiriolo

Capitello rinvenuto durante scavi archeologici a Tiriolo

 Resti notevoli della Tiriolo di epoca bruzia vengono alla luce, e, si dice, si accompagnano a mosaici simili a quelli di Kaulon. E chi se ne stupisce? Tiriolo è uno scrigno preziosissimo dell’archeologia e della storia calabrese e mediterranea, dalla protostoria, ai Greci, ai Bruzi, ai Romani, ai feudi medioevali e alla centralità dell’Istmo… Due castelli, abbazie, chiese, palazzi, pittoresche vie, ampia veduta dei due mari; l’Antiquarium conserva numerose e notevoli tracce di tutto questo antichissimo passato; e la copia della Tabola del Senatusconsultum de Bacchanalibus del 186, ritrovata nel 1640…

 O nel 1638, precisa il manoscritto attribuito all’Urzano, e che io ho pubblicato con ampia annotazione su Vivarium Scyllacense; ed è ricchissimo di informazioni sulla Tiriolo del XVII secolo e qualche reminiscenza più tarda; segnala anche scoperte archeologiche di quei tempi, tra cui la Tavola. Uscì nel 1995, ma a Tiriolo non si commosse nessuno. A dire la verità, anche il nostro manoscritto quanto a bufale non scherza, attribuendo la fondazione di Tiriolo a un tal Licaone re di Arcadia. Ma si sa, se non è Ulisse, non lo vogliamo; e Licaone i suoi ventidue figli non ebbero fortuna.

 Torniamo a cose serie. Tiriolo ci può fornire informazioni importanti su una sorta di ellenizzazione dei Bruzi, che da seminomadi si stavano insediando in città già greche. Così Hipponion divenne Veipunium, donde in latino Vibo colonia Valentia; in qualche modo Skylletion diverrà Scolacium attraverso una fase bruzia da ipotizzare.

 L’etimo di Tiriolo è in una forma “Teira”; contiene la radice ter/tor e varianti, da connettere in qualche modo a “taurus”, e presente in Terina, Taureana… Forse attraverso una fase bruzia si giunge all’“ager Teuranus” della Tabola.

 Dei Bruzi, popolo italico che si stacca dai Lucani nel 356 aC e si costituisce in confederazione, abbiamo un’idea abbastanza romantica, di guerrieri selvaggi; l’archeologia ci mostra, al contrario, la loro trasformazione in stanziali, con la formazione di una cultura che è esatto chiamare ellenistica. Il processo sarà interrotto dai traumatici eventi della Seconda guerra punica, e i Bruzi entro il I secolo aC diventeranno semplicemente romani.

 Tiriolo è anche questo, un libro aperto su un aspetto poco noto e poco considerato della nostra storia: i Bruzi. Altro che la lingeria di Nausicaa!

Ulderico Nisticò

 

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