Giuseppe Pisano parla della possibile presenza Templare sulla fascia ionica calabrese

11094729_10204377241053479_619838082370819123_nSi è tenuto il 30 maggio scorso a Cirò Marina il convegno dal titolo “I Templari e il Mare” organizzato dalla sezione locale della Lega Navale Italiana in collaborazione con la sezione locale dell’Accademia Templare. Ha porto il saluto al folto pubblico presente il direttore dell’Accademia Templare di Cirò Marina, Enzo Valente il quale ha parlato degli studi che la sua accademia sta compiendo su tutto il territorio calabrese, in particolare sulla presenza templare. Ha dato inizio ai lavori il presidente L.N.I. Antonio Gallella il quale ha espresso tutto il suo interesse (e quello dei soci della Lega Navale) per l’approfondimento delle conoscenze sull’organizzazione dell’Ordine del Tempio in rapporto con il mare. E’ intervenuto quindi il segretario generale dell’A.T., Filippo Grammauta il quale ha spiegato com’erano fatte le navi del Tempio: una specie di bastimenti leggeri e veloci con un equipaggio composto da una quarantina di unità. Queste imbarcazioni (“rotonde” a vela) erano adatte ad ogni tipo di trasporto (armati, cavalli, pellegrini, mercanzie) e potevano essere utilizzate anche per la guerra navale. “Anche se i Templari, per scelta, non avevano una propria flotta, l’esperienza marinara nel Tempio è in ogni caso indiscutibile e parte integrante del mondo templare- ha aggiunto Grammauta -”. NAVE dei TemplariE’ seguito l’intervento dello storico locale Giuseppe Pisano il quale ha parlato della presenza templare sulla fascia ionica calabrese alla luce degli ultimi studi citando località come Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Sibari, Rossano, Cirò, Umbriatico, Zagarise, Cropani, Roccelletta di Borgia, Squillace, Montauro, Badolato, Santa Caterina, Monasterace, Stilo, Gerace e Bova. Pisano inoltre, riguardo alla Terrasanta, ha voluto sottolineare che erroneamente gli studiosi indicano il mare Jonio “fuori dalle rotte ufficiali” che, invece, portano verso la Puglia o la Sicilia.
Diverse sono state le domande poste dal presidente Gallella e dal pubblico ai due relatori. E’ emerso che coloro che scrivono accreditate opere sui Templari in Italia o non citano mai la Calabria o, al massimo, fanno brevissimi cenni e ciò è il risultato di un’ingiusta sottovalutazione culturale che dura da secoli.
Infine, anche se con comprensibile ritardo, ha voluto essere presente il sindaco di Cirò Marina, Roberto Siciliani il quale ha inteso ringraziare i relatori e la L.N.I. per il lodevole lavoro che svolge.

I TEMPLARI E IL MARE

 

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