Soverato – Al Teatro del Grillo “Uccidete le madri”

Lo spettacolo prende spunto da un fatto realmente accaduto in un paesino della provincia di Reggio Calabria. Scritto e diretto da Camilla Cuparo, con Luigi Iacuzio. Domenica 19 gennaio 2014

Il figlio minore di un’umile, amata e rispettata famiglia del posto, Enzo, decide di “diventare capo” di una banda e di mettersi contro uno dei capi mafia del paese. Nonostante l’avvertimento alla famiglia, il ragazzo non abbandona la sua idea di scalata al potere e così viene così ucciso.
La madre, Lina, accecata dal dolore ma anche facendosi vincere dalla superbia (la Superbia è l’imitazione
perversa di Dio), dopo un’ossessionante pressione, riuscirà a costringere il marito a vendicare l’offesa subita (o a farsi volontariamente ammazzare per tenere alto l’onore della famiglia?). La conseguenza inevitabile sarà, appunto, la morte stessa dell’uomo. Ma anche una lunga e meditata vendetta da parte della donna, che trascinerà nel vortice della sua ossessione anche la figlia Lisa e porterà il figlio maggiore, Vito, protagonista di questo monologo, a prendere una drammatica, estrema decisione…
L’idea di dedicare la mia arte, pittorica e teatrale, alla ricerca del senso del peccato capitale nella nostra epoca, nacque alla fine degli anni ’90. Il mio scopo era quello di indagare sul rapporto profondo tra esseri umani e tra esseri umani e Dio. E di farlo attraverso una testimonianza visibile, con una lungimiranza scaturita dall’attenta analisi degli eventi che sono accaduti in passato e che continuano ad accadere. Scagionare l’uomo- se possibile – in quanto uomo, fragile, da ogni colpa. Guardare con compassione alla sua fragilità, per poter avere un futuro meno colpevole di quello nel quale la mia generazione si trova costretta a lottare. Guardando l’uomo nei secoli, con profonda compassione e comprensione appunto, non posso fare altro che avere misericordia per questi personaggi. Non posso che vedere in loro un peccato che è frutto di una storia millenaria fatta anche e soprattutto di errori, di problemi irrisolti… (Camilla Cuparo)

 

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